Procurement e negoziazione con fornitori

Public Procurement Act UE 2026: perché agli acquirenti pubblici servirà più capacità commerciale

12 settembre 2026

Il 9 settembre 2026 la Commissione europea ha proposto un Public Procurement Act destinato a riunire in un unico regolamento le tre principali direttive del 2014 sugli appalti. Lo status giuridico va chiarito subito: è una proposta della Commissione, non una nuova norma già in vigore, e dovrà essere negoziata dal Parlamento europeo e dal Consiglio.

La direzione della riforma è comunque rilevante. La Commissione vuole rendere gli acquisti pubblici più semplici, flessibili e digitali, rafforzando nello stesso tempo il loro ruolo strategico su sicurezza, resilienza, ambiente, aspetti sociali, innovazione e criteri di preferenza europea. Sembra una riforma soprattutto normativa e procedurale, ma per chi guida gli acquisti è anche un problema di capacità professionale.

Un quadro più semplice non rende semplici le decisioni che contiene.

Gli acquisti strategici richiedono più giudizi da difendere

Una decisione concentrata soprattutto sul prezzo è relativamente facile da spiegare. Quando nello stesso dossier entrano resilienza, sicurezza, innovazione, sostenibilità e obiettivi sociali, l'acquirente pubblico deve confrontare forme di valore che non si trasformano spontaneamente in un solo numero.

Un'offerta meno costosa può aumentare il rischio di fornitura. Una soluzione innovativa può promettere benefici futuri ma introdurre incertezza nell'attuazione. Un criterio di preferenza europea può sostenere un obiettivo industriale e interagire con bilancio, concorrenza e requisiti tecnici.

Già nella valutazione del quadro precedente la Commissione osservava che la crescente complessità degli appalti richiede autorità altamente qualificate e che gli investimenti in professionalizzazione e sviluppo delle capacità sono rimasti troppo limitati. La proposta arriva quindi in una funzione in cui il giudizio professionale è già una risorsa scarsa.

Le conversazioni più difficili spesso vengono prima del fornitore

Gli acquisti strategici mettono insieme obiettivi posseduti da interlocutori diversi. La finanza guarda alla sostenibilità economica, le funzioni operative alla continuità, la sicurezza alle dipendenze e le funzioni tecniche all'innovazione. Prima di poter dialogare bene con il mercato, gli acquisti devono spesso costruire un mandato interno tra queste priorità.

Una matrice può assegnare venti punti alla resilienza e quindici all'innovazione. Non risolve però il disaccordo su quanto rischio operativo l'organizzazione sia davvero disposta ad accettare o su quali prove giustifichino un premio di prezzo.

Sono negoziazioni interne in senso commerciale: chiarire interessi, contestare ipotesi e decidere quali compromessi siano accettabili. Se i criteri strategici devono essere utilizzati con più intenzione, questa capacità conversazionale diventa parte del modo di lavorare della funzione.

La flessibilità crea valore soltanto se è sostenuta dal giudizio

La Commissione presenta esplicitamente la proposta come un quadro più flessibile. Ridurre rigidità inutili può creare valore, ma rende anche più visibile la qualità della scelta. Un acquirente con mandato chiaro, conoscenza del mercato e sicurezza commerciale può usare la discrezionalità per esplorare alternative migliori; senza queste basi, più margine può trasformarsi in incoerenza, eccessiva prudenza o dipendenza dal modo in cui il fornitore racconta il problema.

È lo stesso principio discusso nel nostro articolo sulla flessibilità negoziale: adattarsi non significa muoversi a caso, ma sapere che cosa è cambiato e che cosa deve cambiare di conseguenza.

Va mantenuta anche una distinzione giuridica importante. La proposta non crea un nuovo diritto generale a negoziare liberamente ogni procedura pubblica. Le diverse procedure mantengono limiti specifici e gli acquirenti devono seguire il quadro applicabile e, in futuro, il testo effettivamente adottato.

Superare il solo prezzo richiede una storia commerciale difendibile

Le regole UE consentono già di considerare criteri diversi dal prezzo, ma il nuovo orientamento strategico rende la qualità del ragionamento ancora più importante. Pagare di più per resilienza o innovazione è facile da dichiarare e difficile da giustificare bene.

Quale rischio viene ridotto? Quali prove mostrano che il premio acquista resilienza reale e non soltanto una buona narrazione commerciale? Quale innovazione ha un percorso credibile verso il valore? Che cosa succede se l'ipotesi non si realizza?

I fornitori presenteranno naturalmente sicurezza, sostenibilità, resilienza e innovazione nella forma più favorevole alla propria offerta. L'acquirente pubblico deve poter esplorare e mettere alla prova queste affermazioni senza adottare automaticamente il racconto della controparte.

Formazione normativa e pratica commerciale risolvono problemi diversi

Se la proposta diventerà legge, serviranno formazione giuridica, processi aggiornati, modelli, sistemi e indicazioni chiare sul testo finale. La pratica negoziale non sostituisce nulla di tutto questo.

La capacità commerciale inizia dove la conoscenza procedurale non basta più: quando occorre allineare priorità interne in conflitto, contestare una richiesta sofisticata del fornitore, discutere innovazione senza acquistare promesse o spiegare perché la decisione migliore non coincide sempre con l'offerta meno costosa.

Una parte di queste conversazioni può essere provata in anticipo. Voice2Evolve lavora sul livello dell'esecuzione parlata, quando una posizione ben preparata incontra una controparte che resiste, cambia cornice o introduce nuove informazioni. È complementare alla formazione legale e procedurale, non una sua alternativa.

Il Public Procurement Act è ancora una proposta e Parlamento e Consiglio potranno modificarlo in modo sostanziale. La domanda sulle competenze è però già visibile: rendere gli appalti più strategici e flessibili non riduce il peso professionale sugli acquirenti pubblici solo perché le regole dovrebbero diventare più semplici.

Fonti

  • Commissione europea (9 settembre 2026). Proposta COM(2026) 590 di regolamento sui contratti pubblici e le concessioni, Public Procurement Act.
  • Commissione europea. Materiali sul Public Procurement Act e sugli acquisti pubblici strategici.
  • Commissione europea (2025). Valutazione del quadro del 2014, comprese le conclusioni su complessità e professionalizzazione.

Allena il momento, non la teoria.

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